sabato 21 febbraio 2015

IL PESCE DEI LAGHI E DEI FIUMI AUSTRIACI


L’Austria è ricca di fiumi e di laghi (ca. 100.000 km di acqua corrente e 9.000 km2 di acque ferme). Sono state censite 88 varietà di pesci. La consapevolezza di questo patrimonio fa sì che la popolazione sia attenta a salvaguardare questi preziosi ambienti, per questo alcuni tratti di fiume e di lago fanno parte del patrimonio culturale dell’UNESCO. L’alta qualità delle acque limpide, specialmente nelle zone alpine e prealpine, permette lo sviluppo di una ricca fauna e flora acquatica, incluse diverse specie di pesce. La parte alta della Drau (Drava) in Carinzia, per esempio, ha delle acque molto scorrevoli e degli affluenti con acque cristalline. In questo tratto non ci sono insediamenti industriali perciò la qualità delle acque della Drau è ottimale. A causa dell'alta saturazione di ossigeno delle acque si possono pescare pesci di grandi dimensioni (anche fino a 30 kg) sia nei fiumi che nei laghi artificiali (p.e. trota, lucioperca, coregone, salmerino, siluro, carpa, gardone, tinca, anguilla, granchi di fiume, carpe). Nei ristoranti si possono tra l’altro gustare: il “caviale di Carinzia” (uova di salmerino croccanti), i filetti di pesci d’acqua dolce, affumicati, marinati o cotti in padella con le erbe più diverse dell’orto, i granchi d’acqua dolce su ricotta avvolta nel lardo, le trote grigliate, impanate, alla mugnaia con patatine prezzemolate, gli gnocchi e polpette di pesce, etc. Il Salzkammergut (= zona di 76 laghi tra alta Austria, Salisburgo e Stiria) è un zona famosa a livello mondiale. La pesca nei laghi del Salzkammergut ha una lunga tradizione: è una fonte importante di reddito e dà vita ancora a qualche decina di pescatori commerciali. Oltre una decina di anni fa 26 ristoranti si sono costituiti in associazione con un loro statuto e offrono all’ospite pesce fresco di giornata. Una curiosità: uno dei ristoranti offre, dietro prenotazione, un pranzo a base di pesce gratis per chi viene il giorno del proprio compleanno dal 20.2 al 20.3 (con il segno zodiacale dei pesci).

Il Traunsee è uno dei migliori laghi da pesca nel Salzkammergut. Si trovano tra l’altro il coregone, la trota di lago e il luccio. Oltre a vari controlli di qualità delle acque, si analizza a tutela del consumatore la presenza di mercurio nei pescil. La prelibatezza più famosa del lago di Traun è tuttavia il Riedling. Il Riedling, un tipo di coregone piccolo proveniente esclusivamente dal Traunsee, è tradizionalmente consumato solo in forma di "spiedino di pesce". Questo è quindi inserito su uno spiedino, inciso al lato, cosparso di sale grosso e grigliato su carboni ardenti. Un altra specialità di pesce della regione è il salame al pesce delle Alpi, un’invenzione di uno chef a Gmunden.

Burgenland - Neusiedlersee (il Lago di Neusiedl è il secondo bacino endoreico dell’Europa, situato sul confine fra l’Austria e l’Ungheria). Già nel 1900 ebbe inizio l’allevamento del lucioperca. Fino al 1949 nel lago vivevano soltanto carpe naturali ed in seguito si allevarono altre varietà di carpe e i lucci (quest’ultimo raggiunge talvolta i 12 kg di peso) nonché le anguille. Queste ultime si mangiano grigliate, arroste, impanate oppure all’ungherese in salsa piccante. Famosa anche la zuppa con varie tipi di pesce. Sulle sponde austriache del lago, da aprile a dicembre, lavorano attualmente ancora 14 pescatori professionali che vendono il pesce direttamente oppure gestiscono trattorie o ristoranti.

Danubio: Già nel 5° secolo vi sono tracce dell’esistenza di una legge sulla pesca nel fiume. Nel 11° secolo i pescatori del Danubio si riunirono in una corporazione distinguendosi in maestri pescatori, apprendisti, aiutanti, venditori e tagliatori.
Fra tutti i fiumi del Europa settentrionale, il Danubio ospita la maggiore varietà di pesce. Nel Danubio si trovano pesci delicati come la carpa, lo storione, il siluro, il salmone del Danubio. Da quando furono costruite le centrali idroelettriche, la quantità di pesce diminuì.diminuì Pertanto grosse qualità di pesce si allevano nei letti morti collaterali del fiume. Nel paese di Sitzenberg-Reidling ci si riunisce annualmente per una grande festa dove si possono gustare specialità di carpa preparate in vari modi. Si può inoltre visitare il “giardino delle carpe” e passeggiare per itinerari educativi di biodiversità. Nel mese di dicembre si preparano carpe e tinche. Nei ristoranti lungo il Danubio si possono gustare inoltre i famosi vini della Wachau in abbinamento ai menù di pesce.


martedì 13 gennaio 2015

Marcon, la Cantina Vecchiato di Luciana e Marco

Metti insieme un buon bicchiere di torbolino e una punta di formaggio ubriaco, in una mattina di primo inverno e , certamente, la vita sembrerà più serena.
E' capitato a noi, cronisti vagabondi, quando Riccardo ed Anna Zanchetta ci hanno invitato un sabato, nel loro Caseificio.
Abbiamo così conosciuto Marco Vecchiato, di Marcon che , con grande semplicità, raccontava
di questo vino non del tutto fermentato, torbido, di color giallo paglierino poco intenso. “ Ha profumi delicati di fiori. Di solito lo si trova da ottobre fino a novembre. Il Torbolino è ricco di lieviti e di zuccheri non svolti in alcol e non non va confuso con il Novello, la cui produzione è determinata dal sistema della macerazione carbonica.”
Così scrive Giovanni Trabuio.
E del formaggio urbiaco (quello vero!), che dire?
Il metodo di ubriacatura prenderebbe origine da quanto avvenuto nella Sinistra Piave Trevigiana durante la ritirata di Caporetto. Per nascondere agli austro ungarici affamati i formaggi di casa, questi sarebbero stati coperti di vinacce, considerate materiale di scarto e quindi non sottoposte a particolari attenzioni e indagini. In fondo era meglio mangiare del formaggio rovinato, dal gusto cattivo, piuttosto che morire di fame. Passati i pericoli le “pezze” vennero recuperate, ma nel frattempo avevano cambiato il colore della crosta, divenuta violaceo scuro e la consistenza, conferendo al formaggio gli aromi del mosto. Questa inusuale maturazione risultò però essere molto gradevole, con un gusto molto particolare tra il piccante e il fruttato, una vera delizia per il palato, tanto che venne attuata anche dopo la guerra. Col passare degli anni, da casalinga e campagnola, l’ubriacatura si è evoluta a raffinato e ricercato trattamento e oggi “l’Inbriago” viene accompagnato dal vino d’origine in una serie di preparazioni gastronomiche di sicuro successo e qualità.


Così Luciana e Marco Vecchiato aiutano ad affinare i formaggi del Caseificio Zanchetta.

Non potevamo mancare di fare un salto a Marcon.
La terra della famiglia era stata lavorata con passione e amore dal padre di Marco, che gelosamente
ne custodiva i segreti.
Il figlio, dopo anni e anni di lavoro come addetto al settore dei formaggi di un grande gruppo distributivo, alla morte del padre decise di continuarne l'opera, affiancandosi alla moglie, che per un periodo, aveva mandato avanti l'azienda agricola da sola.
Vino di tradizione, il loro, gradevole , figlio di un paziente lavoro tradizionale fatto di attenzioni e travasi, seguendo il calendario di Bacco e il lunario.
Il travaso è il trasferimento del vino da un contenitore all'altro, realizzato nel periodo della fermentazione e della maturazione per liberarlo dalle fecce e dai depositi solidi, onde prevenirne l'ossidazione indesiderata.
Sul travasamento del vino i contadini si attengono non solo alla regola della Luna calante ma, come per il taglio degli alberi, aspettano l'inverno. Alcuni travasano in gennaio, altri in marzo; parecchi, quali i commercianti di vini e gli osti, per ragioni diverse (principalmente per lo smercio continuo ed il pronto consumo) sono costretti a travasare il vino sempre che la necessità lo richieda, allontanandosi così dalla suggerita regola. Perché vi si attengono i contadini ? Il travaso del vino tende a liberare il liquore dalla feccia, cioè dal sedimento, e questo si ottiene durante la stagione fredda. Infatti quando con la primavera l'aria a diventar tiepida, anche i vini cominciano a bollire ed i sedimenti muovendosi si mescolano col vino puro. Questo fenomeno si verifica principalmente durante l'estate. Ecco la necessità di travasarli durante la stagione fredda.


Marco e Luciana ci hanno fatto degustare un buon bianco e un buon rosso.
Indiscutibili !
Da pochi giorni è giunta l'approvazione del progetto per la costruzione della nuova cantina che
rappresenterà una nuova vita : il progetto prevede la realizzazione di spoazi per incontri, degustazioni, un museo della vita agricola, la fattoria didattica, una cantina di affinamento dei formaggi.....

L'azienda è stata inserita nel percorso della rete dei borghi europei del gusto, che sa ben valutare
impegno, sacrifici e passione della nostra gente.


domenica 18 agosto 2013

"TRA LE ROCCE E IL CIELO 2013" IL FESTIVAL DELLA MONTAGNA IN VALLARSA DAL 29 AGOSTO ALL' 1 SETTEMBRE



TRA LE ROCCE E IL CIELO, il Festival della montagna vissuta con consapevolezza torna in Vallarsa dal 29 agosto all' 1 settembre.
Mostre, film, incontri, uscite sul territorio, convegni, laboratori, concerti, spettacoli, presentazioni di libri arricchiranno i quattro giorni della manifestazione - organizzata dall'associazione culturale Tra le rocce e il cielo in partnership con Accademia della montagna del Trentino - che si svolge nel suggestivo e incontaminato ambiente della Vallarsa (TN), all'ombra delle Piccole Dolomiti.
Il lavoro dell'uomo in montagna, la scrittura in lingua madre, la Grande Guerra e i giochi di montagna saranno gli argomenti principali del Festival 2013.
La prima giornata del Festival, giovedì 29 agosto, sarà dedicata all’arte della montagna e si concluderà con il divertentissimo film di Buster Keaton, adatto per adulti e bambini, “Go west – Io e la vacca” musicato dal vivo da Marco Dalpane e l’ensemble Musica nel buio.
Venerdì 30 agosto la giornata dedicata alla vita in montagna sarà incentrata sul convegno "Un futuro sulle Alpi: creare occupazione per tornare alla montagna", che cercherà di fornire strumenti operativi immediatamente utilizzabili per chi vuole lavorare in montagna grazie a un seminario sull’occupazione in montagna e una serie di workshop con esperti/testimoni di alcune occupazioni montane: gestire una malga, condurre un'azienda agricola, lavorare nell'accoglienza turistica, organizzare attività out door e altre vie per lavorare e vivere in montagna. Riflessioni, confronti, luci e ombre di un'occupazione e di una scelta di vita. La sera verrà messo in scena lo spettacolo teatrale “Come un fiume. Viaggiatori dell’Impero” che racconta le migrazioni di fine Ottocento dei lavoratori trentini verso le aree più remote dell'Impero Austroungarico.
Sabato 31 agosto il convegno sulla letteratura in lingua madreLe parole del cuore, Lingue e appartenenza nella letteratura delle Minoranze” .aprirà la giornata dedicata alle minoranze linguistiche, e permetterà di dialogare con molti scrittori appartenenti a gruppi linguistici diversi. Gran finale col concerto dei Lou Dalfin, il gruppo che ha fatto conoscere in tutta Italia la lingua e la cultura occitana.
La giornata della storia, domenica 1 settembre, ospiterà una tavola rotonda sui giochi di montagna “Dal tablet al tabièl” collegata alla mostra “La montagna nei giochi, i giochi dalla montagna”, e, all’interno di Forte Pozzacchio, un percorso spettacolare “Abbracciami Forte!” sulla storia del manufatto con azione scenica drammatica e spettacolare che riporterà alla memoria i bombardamenti della Grande Guerra. Sul primo conflitto mondiale si concentrerà anche il jazz teatrale di Andrea Brunello e Enrico Merlin.
Il programma di Tra le Rocce e il cielo – visitabile sul sito www.tralerocceeilcielo.it -  comprende anche un’uscita di trekking con gli asini e un’escursione con “Pasubio100anni” sulle tracce della Strafexpedition e una camminata con il Gruppo Sat di Vallarsa per arrivare a una conferenza all’aria aperta con alpinisti trentini. Ci saranno incontri con scrittori di montagna e non mancheranno le mostre storiche, pittoriche e fotografiche, di scultura e di modellismo. Ci sarà pure una rassegna di documentari di Vittorio De Seta sul lavoro dell’uomo nel suo legame con la terra e le forze della natura. Verranno premiati i vincitori del concorso video “Racconta la tua montagna – Il lavoro dell’uomo”. Si potranno seguire anche un corso di fotografia di reportage, un workshop di disegno in montagna (Pasubiana) e un corso di yoga all’aria aperta.
Il festival è realizzato grazie alla Provincia Autonoma di Trento e alla Regione Trentino Alto Adige- Sud Tiröl, ed è patrocinata da Comune di Vallarsa, Comunità della Vallagarina, CAI e SAT.
Viene organizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, di APT Rovereto e Vallagarina, Bim Trento, Cassa Rurale di Lizzana e Fondazione Vallarsa.
Prezioso per la realizzazione della manifestazione è il contributo degli altri sponsor: Cantine Vivallis, Concessionaria Franceschi, Distilleria Marzadro, Grafiche Futura, AlpStation Isera e Schio e Calliari Fiori.

sabato 15 giugno 2013

A convivio con il pesce al ristorante Al Molin di Alano di Piave

La serata di giovedì 13 giugno del VI Festival Europeo del Gusto si è aperta al ristorante pizzeria Al Molin di Alano di Piave con uno stage della trasmissione multimediale L'Italia del Gusto, sui temi dell'abitare in montagna.
Si è tenuta poi la prima serata della rassegna 'Sapori d'Europa al Molin', sotto il Patrocinio della Civica Amministrazione. A convivio con il pesce, iniziando da un carpaccio di storione per volare poi ai gamberoni di fiume. Gli spaghetti al cartoccio con le cozze hanno poi 'aperto' la strada all'anguilla in umido e alla trota salmonata, in una sinfonia che ha deliziato i palati dei commensali.
I vini delle Cantine Sebastianelli di Guardia Sanframondi (Benevento), hanno accompagnato il desinare.
Giovanna e Luca Vidorin (Panificio Il Tuo Forno di Falzè di Trevignano), hanno interpretato il giusto pane
per un incontro a convivio del tutto particolare, con la consueta creatività.

domenica 9 giugno 2013

Tre regioni a convivio al ristorante al Molin


La serata che si svolge lunedì 10 giugno al ristorante pizzeria al Molin, nel quadro delle iniziative di informazione del VI Festival Europeo del Gusto, è dedicata ad una riflessione sui temi dell'informazione radiofonica e online.
Il menù è il frutto di una sapiente combinazione di temi enogastronomici regionali, in omaggio agli ospiti del Festival che, complessivamente, provengono da dieci paesi europei e dieci regioni italiane.
Si parte dalla degustazione di tranci di pizza interpretati con le eccellenze del territorio. Poi vanno di scena le pappardelle del Pastificio Columbro ( Fano, Marche) con un ragù di cinghiale. Il secondo è dedicato ad una ricetta locale tradizionale : il pastin. Chiudono i dolci, di sicura interpretazione artigianale.
I vini che accompagnano la serata sono i vini delle Cantine Sebastianelli di Guardia Sanframondi
(Benevento, Campania), presentati dall'enologo Domenico Sebastianelli.
Insomma, tre regioni a convivio !


sabato 8 giugno 2013

La pasta Columbro (Fano) al ristorante al Molin

Passione e tradizione

Una ricerca accurata delle materie prime rigorosamente di alta qualità, una preziosa esperienza di oltre trentacinque anni di lavorazione delle varie tipologie di pasta ed una grande professionalità, fanno del pastificio Columbro una delle realtà produttive più qualificate e ricercate del nostro settore.

Il Pastificio Columbro nasce nel 1972 grazie ad Acrisio Nicola Columbro e la moglie Iris Ghiandoni. Acrisio Columbro, cugino di Marco Columbro, lavorava in quel periodo come agente per grandi aziende di Pasta. Poi, la sua grande passione per la pasta, Lo spinse ad impiantare un’azienda di produzione propria. Gli inizi furono molto duri, ma col tempo le cose andarono sempre meglio. Iniziò così il percorso lavorativo di Acrisio Columbro e della sua famiglia verso la produzione e la distribuzione di pasta di alta qualità. I macchinari, inizialmente presi a noleggio, vennero acquistati; al primo investimento ne seguirono altri ed Il Pastificio Columbro aumentò di dimensioni e di solidità economica anno per anno.

Una strada difficile, visto la competitività di un mercato sempre più orientato ad offrire prodotti costruiti sul prezzo e la quantità a discapito della qualità. Ma nel tempo, questa strada coraggiosamente intrapresa da Acrisio Columbro e la sua famiglia, ha ricevuto consensi ed apprezzamenti da parte dei consumatori ed una sempre maggiore richiesta da parte del mercato.

La pasta prodotta dal Pastificio Columbro è particolarmente apprezzata dagli attenti consumatori del mercato biologico, poichè l’accurata lavorazione porta a valorizzare al massimo, sia il sapore che le qualità nutrizionali insite nel prodotto stesso.

Oggi, l’azienda ha raggiunto volumi considerevoli e nonostante le dimensioni (oltre 4000 mq di magazzini e laboratori), le caratteristiche di artigianalità sono rimaste intatte. Inoltre, tutti gli investimenti fatti sul miglioramento tecnologico, hanno sempre comunque evidenziato e mantenuto in primo piano la qualità del prodotto. Sono sempre presenti e vigili a lavorare in azienda sia i genitori, Iris ed Acrisio, sia i figli Rosario ed Andrea che erediteranno questo straordinario progetto, dove passione, tradizione, ricerca e storia si sono uniti per trasformare un sogno in realtà.

FRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE


Si vive in questa realtà artigiana, un perfetto connubio fra tradizione ed innovazione tecnologica. I prodotti che nascono in queste lavorazioni esprimono la storia di una famiglia in cui due generazioni sono impegnate alla conservazione ed allo sviluppo di uno stesso progetto: diffondere il valore del cibo sano e della tradizione pastaia, legandoli ad una accurata e sana ricerca tecnologica che consenta la lavorazione di paste speciali di difficile realizzazione.




Il ristorante pizzeria al Molin propone la trota salmonata del Friuli

Il ristorante pizzeria al Molin proporrà fra gli ingredienti dedicati all'acqua, la trota salmonata affumicata e la renga di FriulTrota.

"La nostra azienda nasce nel 1970 per volontà di Giuseppe Pighin, da sempre appassionato di pesca e di cose genuine. Quel laghetto che allora era nato solo come un hobby, lentamente e con grande passione e dedizione è diventato il nostro mestiere, ed il laghetto si è trasformato in un allevamento diverso da qualsiasi altro; questo perché il nostro obiettivo principale era di valorizzare una trota genuina, particolare, allevata da noi con procedure non convenzionali per garantire la qualità e la salubrità del prodotto.
Per ottenere il massimo in qualità abbiamo preservato le caratteristiche ambientali originarie: tanta acqua corrente, bassissima densità del pesce, alimentazione naturale e non forzata integrata in modo da ottenere carni compatte e saporite e rispetto dei tempi naturali di crescita.

Questo ci ha permesso di ricreare un habitat naturale dove le trote salmonate raggiungono gli 8-10 kg di peso in 7-8 anni! Dopodiché, per andare incontro alle esigenze di mercato, abbiamo pensato di andare oltre al semplice allevamento e di creare un prodotto pronto e confezionato. Attraverso la ricerca di metodi di lavorazione tradizionali, abbiamo creato la "Regina di San Daniele", la nostra trota salmonata affumicata, e da li' tutta una serie di prodotti.
Tutte le nostre specialità, oltre ad essere pronte all'uso e di facile utilizzo, si distinguono per la bontà e per la genuinità che le rende leggere e digeribili; per questo la nostra azienda, nata da una passione personale, è diventata leader nel settore per la bontà e la naturalezza dei suoi prodotti."